MONTALTO: UNA TRADIZIONE PARTICOLARE

I DOLCI "PUPAZZI" ALLA BEFANA IN CAMBIO DI REGALI VERI

Con l’Epifania che, com’è noto, tutte le feste porta via’, si chiude il ciclo natalizio e si riprendono le vecchie abitudini.

In realtà, anche la notte della Befana porta con sé un bagaglio di tradizioni che, per fortuna, alcune famiglie ancora oggi conservano.

Nella città sistina è ormai secolarmente consolidata l’usanza di preparare i cosiddetti ‘pupazzi della Befana’: dolci tipici realizzati con la ricetta del ciambellone (uova, farina, zucchero, latte e la scorza grattugiata di un limone), cui si davano le forme più svariate a seconda del destinatario del dolce omaggio.

Così, per i bambini venivano realizzate figure maschili in doppio petto con tanto di sciabola e cappello, mentre per le bambine figure femminili con indosso il grembiule e un cestino in mano. Gli occhi venivano segnati con chicchi di caffè o, per i meno fortunati, con orzo tostato. Per tutti, erano poi preparate in casa caramelle d’orzo allo zucchero e altri dolci con diverse figure: insieme a fichi secchi, mandorle e noci costituivano il tipico omaggio dell’anziana vecchìna che dalla notte dei tempi pratica tutti i comignoli delle case dei bimbi.

I più bravi, ricevevano bambole di pezza e carretti di legno con cui giocare, anche questi rigorosamente fatti in casa.

I preparativi allora cominciavano la sera del 5, con un piccolo ristoro per la Befana, composto da un bicchierino di rosolio e qualche dolce tipico, per confortarla dalle fatiche del tour; notte insonne per l’eccitazione e un pizzico di paura, poi la levataccia della mattina per la curiosità dei doni.

Che bella favola!

Cristian Lupidi

 

In: « Il Resto del Carlino»