UN GIOVANE PROTETTORE PER UNA GIOVANE DIOCESI di Franco Emidi

Il 26 agosto, nel pieno dell’estate dell’anno 1646, la Municipalità assumeva S. Vito a protettore della Città di Montalto; erano passati 60 anni da quando, per volontà del concittadino Felice Peretti/Sisto V, il primo vescovo Paolo Emilio Giovannini di Porchia si era insediato nella nuova cattedra episcopale.

S. Vito era un giovinetto appena adolescente quando venne martirizzato sotto l’imperatore Diocleziano agli inizi del IV secolo, in tempi che preludono nel mondo romano all'affermazione definitiva del cristianesimo su un paganesimo ormai in fase di inarrestabile declino.

Affidandosi alla protezione di un Santo conosciuto e venerato oltre che in Italia anche in diverse regioni d'Europa, Montalto consolidava il suo prestigio religioso e riaffermava lo stretto legame tra coscienza civica e dimensione spirituale, legame che ne caratterizzerà tanti aspetti della vita nel corso dei secoli.

Le reliquie del Santo erano arrivate dal cimitero cristiano di Ciriaca, precedute da un altro lotto di reliquie di altri santi martiri prelevate da quello di Pretestato, situati nella immediata periferia di Roma, fuori dalla cinta muraria della Città.

Quelle taumaturgiche parti di "corpi santi" erano state fatte subito oggetto di forte devozione, come attestano i numerosi splendidi reliquiari che le contengono, molti dei quali oggi esposti al Museo Diocesano. Purtroppo andò perduto il primitivo reliquiario fatto dall'artista Alessandro Algardi (Bologna 1595 - Roma 1654) allievo di Ludovico Carracci e contemporaneo di Gian Lorenzo Bernini, al quale aveva provveduto il 5° vescovo di Montalto Mons. Girolamo Codebò, una delle figure di maggior spicco nella storia “ecclesiastica” di Montalto, ricordato per il grande impulso dato ai lavori di costruzione della Cattedrale extra-moenia e per aver diffuso nel nostro territorio il culto della Madonna di Reggio o "della Ghiara".

Montalto prosegue dunque il cammino nella sua storia particolare dalla fine del ‘500 in poi, sicura e protetta da ogni avversità di carattere spirituale e temporale, non solo dalle otto insigni reliquie contenute nel famoso Reliquiario Sistino ma, in più, dalla intercesione di un Santo potentissimo al quale si erano interessate figure di rilievo della storia europea particolarmente dei secoli IX - XVII.

Sono trascorsi 1700 anni dal martirio: ma l’attualità di S. Vito è nella sua straordinaria fede e nella sua forte coerenza, qualità che lo hanno sostenuto e difeso nell'atto supremo del sacrificio della vita.

 

S. Vito tra i leoni

Cattedrale di Montalto Marche
Affreschi di Luigi Fontana (sec. XIX)
S. Vito tra i leoni



S. Vito tormentato sulla 'catasta'

Cattedrale di Montalto Marche
Affreschi di Luigi Fontana (sec. XIX)
S. Vito tormentato sulla 'catasta'





Cattedrale di Montalto Marche
Cappella di San Vito
(Foto di Renzo Emidi)





Cattedrale di Montalto Marche
Vetrata di San Vito nell'omonima cappella


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Un giovane protettore per una giovane Diocesi di Franco Emidi


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