MEMORIE STORICHE ED ARCHITETTONICHE DEL CONVENTO DI S. FRANCESCO DELLE FRATTE DI MONTALTO MARCHE di Patrizia Vitolo

Relazione allegata al progetto di restauro.

Nella Provincia di Ascoli Piceno, tra Montalto e Montedinove in contrada Cese, sopra un breve e dirupato contrafforte che domina la Valle dell'Aso, sorge il piccolo Convento di S. Francesco delle Fratte, per la fitta selva che lo circonda.
Che il P.S. Francesco abbia fondato questo Convento come parecchi altri nella zona, non c'è altra prova che la costante tradizione locale (Benoffi).
Il Wadalingo parla nei suoi annali di un antifonario conservato ai suoi tempi in quel convento per la cui data di fondazione vi era segnato l'anno 1232.
Ammettono tale tradizione il Civalli, il Monsignor Gambalunghiano; gli altri storici montaltesi Piersimone e Pietro Andrea Galli, il Padre Rinaldi, un album della provincia manoscritto del 1847 ed un registro della stessa provincia dei Frati Minori Conventuali compilato a tenore dell'Ordine di Innocenzo X (1649) e copiato nel 1725 dall'originale dal Procuratore Generale P. Gianfrancesco Paolini. Si legge: l'erezione o fondazione fu fatta dal P.S. Francesco nel 1235 (svc); è evidente l'errore visto che S. Francesco muore nel 1226. Gli storici Francescani fanno risalire la venuta di S. Francesco nel Piceno intorno al 1209/1215. Il Benoffi più precisamente nel 1212.
Piersimone Galli credette di provare l'origine Francescana del convento di Montalto dalla data della più antica campana, ma si ingannò avendo letto 1213 mentre, si legge chiaramente 1263.
In ogni caso la data delle sola campana non è una prova sicura. In un manoscritto del Benoffi conservato nella Biblioteca Olivierana di Pesaro si legge che il convento era in altro posto e nel 1235 fu eretto dove si trova attualmente.
Avanti alla porta della chiesa, c'era una loggia nella quale si tenevano i Capitoli conventuali. In uno di questi il 10 agosto 1546 erano presentati P.M. Antonio Figuli da Mondaino, Ministro Provinciale; il P.M. Giovanni Pico da Serra Petrona, scrittore dell'ordine e poi Provinciale e Generale, morto in patria in Santità nel 1574; Padre Salvatore Ricci, zio di Sisto Quinto ed il P. Giovanni Antonelli da Rotella. A questa loggia probabilmente appartenevano le due bifore che attualmente si vedono nel salone di ingresso del convento.
La struttura muraria ed alcuni particolari architettonici stanno a testimoniare l'origine romanica del complesso monumentale, in ogni caso il convento non ha conservato la sua forma primitiva, diversi sono stati i restauri e le aggiunte fatte nei secoli a seguire.
Originariamente, dunque, il convento si sviluppava su di un unico piano e si infilava su un asse perpendicolare alla chiesa verso nord; il prospetto est ed una serie di elementi monofore testimoniano l'origine romanica.
Probabilmente sotto il Pontificato di Sisto Quinto (1586-1590 ?) si ha l'intervento di maggior rilievo. Il convento veniva ampliato ed alzato di un secondo piano, insistendo sempre sul suo asse primitivo (secolo XVI).
Dell'ultimo secolo è l'aggiunta di un corpo avanzato, ortogonale al convento come pure una casetta nell'orto pensile.
La chiesa, molto semplice, tipica dell'ordine Francescano, è a navata unica con copertura a capriata terminante con un abside voltata a botte.
Su di un cornicione esterno della chiesa una serie di archetti pensili in cotto del secolo XIII (...) arricchiscono il semplicissimo prospetto sud della chiesa stessa.
La chiesa nel suo interno aveva cinque altari e cioè l'altare Maggiore con un quadro raffigurante S. Francesco in atto di ricevere le Sacre Stimmate; l'altare del Crocefisso, innanzi a cui si vuole abbia pregato il Serafico Padre; (pittura antichissima in tavola restaurata di recente,(...).
Nel 1897, demolito il vecchio altare venne sostituito da un altro di legno marmorizzato con urne contenenti moltissime reliquie di Santi. Questo altare si trovava nella Cappella privata del P. Gaetano Marchetti morto a Macerata l'il marzo 1897 e passò per eredità al P.M. Francesco Ruggeri residente a Montalto.
Alla parte opposta vi era l'altare di S. Antonio di Padova, (quadro in tela).
Seguivano gli altari della Concezione e, in una Cappellina internata, quello della Madonna della Pace.
Di questa Piersimone Galli ci tramanda la seguente memoria: «l'immagine dipinta a muro di forme bizantine porta in fronte sopra il destro ciglio un segnale d'un colpo di stile datole da un sacrilego che ivi fuori giocava a carte mosso da impazienza, furore ed ira per la perdita, dal quale colpo, scrostati i colori e la calcina uscì miracolosamente sangue, a cunfusione dell'empio» (...)
Mons. Giulio Scalfenato Milanese, primo governatore mandato da Sisto V a Montalto fece restaurare la cappella della Madonna della Pace e Mons. Magalotto Lorenzo Fiorentino, Governatore nel 1617 ne rinnovò le mura e la decorò. Nei muri laterali vi sono dipinti a fresco vari simboli scritturali relativi alla SS. Vergine.
Sopra la porta d'ingresso a questa Cappella si scorge una lapide con ritratto ed epitaffio in memoria del Signor Pompeo Galli morto il 24/8/1874. Vicino alla suddetta porta sotto un piccolo arco v'è una altro affresco con le figure della SS. Vergine col S. Bambino sulle ginocchia, S. Antonio di Padova a destra e S. Biagio a sinistra, pittura ordinata a Frate Salvatore Ricci da Donna Fiore del Poggio d'Ancona, 1531.
Avanti a questo affresco circa nel 1896 fu eretto un'altarino. Anche la chiesa andò soggetta a trasloco, modificazioni e restauri ed era adorna di affreschi che, col graduale distacco della calce che li ricopriva (dovuto all'attuale stato di degrado), stanno sempre più riemergendo nella loro bellezza (...).
Ai tempi dei Civalli (M. 1621) in una trave si leggeva: Hoc opus fecit fieri Fr. Dominicus de Monte Alto anno domini 1336; e in un'altra trave il restauro fatto nel 1459.
Fuori della chiesa e precisamente dietro la Cappella della Madonna della Pace è rimasto un affresco con le figure del Crocefisso, la Vergine, La Maddalena e S. Giovanni, dipinto nel 1530 o 33 da Giacomo Bonfini, pittore di Patrignone. (Forse è questo il crocefìsso appartenente alla Cappella di cui fa menzione Andrea Galli, eretta per disposizione di un tale Gabriele Ascolano).
Il Mons. Gambalunghiano ricorda anche un Salvatore dipinto in tela alla Greca, assai consumato e portatovi secondo la tradizione da S. Francesco. Ignoriamo quale fine abbia fatto.
Eravi pure un reliquario della S. Croce d'argento donato da Nicolo IV e perduto forse al tempo della soppressione Napoleonica. Il Galli ce n'ha lasciato la seguente descrizione: «è fatto in forma di croce, tutta d'argento con molte reliquie di pregio e soprattutto di un grosso pezzo del legno della Santa Croce, donato al convento, come a tutti gli altri della custodia di Ascoli dal Sommo Pontefice Nicolo IV, come consta per autentica scrittura».
Sotto l'altare Maggiore, ove esiste tutt'ora un vano, probabilmente giaceva il corpo di S. Aurelio, venerato in questa chiesa e oggi in Cattedrale come consta da un'iscrizione su lastra di rame, conservata nell'archivio del convento di Montedinove.
Il piccolo coro in noce fu fatto nel 1700 a spese di Padre Francesco Lucidi. L'andito che dalla sacrestia mette in coro fu aperto nel 1904.
Probabilmente la chiesa era consacrata, come ne davano indizio le croci ai muri coperte da recenti imbiancature. Sulla torretta vi erano due campane, delle quali la più antica è del 1263, al cui suono, a detta del Galli, è attribuita e sperimentata virtù di fugare le tempeste e le grandini». (Ora nel campanile della cattedrale di Montalto, ...).
L'altra campana è del 1718.

MEMORIE DEI SECOLI XVI E XVII

Del secolo XVI due memorie: della dimora in quel convento di Frate Felice Peretti il futuro Sisto V ed del suo zio Padre Salvatore Ricci, che ivi lo ricevette ed educò; di un capitolo o meglio Congregazione Provinciale che vi si tenne il 22/5/1568 sotto la presidenza del Provinciale P.M. Cesare Nardi di Fano.
L'altra memoria, del secolo XVII trovasi nel citato registro del Paolini, come segue: «Convento della città di Montalto». Questo è situato fuori di detta terra e sta posto in una selva praticabile nella via pubblica tra la detta città e un'altra terra (Montedinove) lontano mezzo miglio.
La chiesa è sotto il titolo di S. Francesco.
Entrata certa di terreni lavorativi, vigne, case, selva e crediti sc. 164.
Entrata incerta ma consueta di pecore anniversari messe e simili sc. 7 totale 171.
Pesi annui di contribuzione alla religione, alla Camera Apostolica e di quanto occorre sc. 74. Resto sc. 97.
Non assegna deibiti né crediti = Peso di Messe Perpetue basse ogni anno n° 208.
Anniversari Perpetue n. 1 - Messe Manuali ogni anno n. 30.
Bocche (ossia religiosi) che al presente sono:
P. Fr. Girolamo da Camerino Sac.
P. Fr. Andrea da Castignano Sac.
P.M. Felice da Montalto Sac.
Fr. Carlo da Montalto L.P.

SOPPRESSIONI E VARIE VICENDE DAL 1872 AD OGGI

Non si sa per quali ragioni, ma forse per raccomandazioni di qualche alto personaggio e per riguardo anche alle gloriose memorie di quel convento, S. Francesco delle Fratte non andò soggetto alla soppressione decretata da Innocenze X nel 1652.
Dovette però subire la triste sorte degli altri, nelle seguenti soppressioni: Napoleonica 1810 e Italiana 1866. Riapertosi il convento nel 1821, gli furono assegnate sei figliolanze cioè quattro sacerdoti e due Laici.
Nel 1866 vi furono lasciati per ufficiare la chiesa il vecchio P. Francesco Emmanueli di Monterado e il fratello laico Giovanni Giacchetti da Monterubbiano.
Morto il P. Emmanueli nel 1870, il convento rimase chiuso fino al 1872 e, messo all'asta (28 agosto) insieme con i fondi rustici, fu acquistato per mezzo del Sig. Giacomo Massimauri di Montalto, da P. Giacomo Capitani di Castelfidardo.
L'atto di compra fu rogato il 19 luglio 1876 dal notare Vito Marota.
Quattro anni dopo, il 27 maggio, il Reverendissimo P. Generale Bonaventura Soldati vi apriva il primo Probandato in Italia dopo l'ultima soppressione per gli aspiranti all'ordine dal titolo «Collegio delle Missioni orientali». Collegio che fino al 1891 fu soggetto immediatamente al Generale. Nel 1890 fu alzata una parte del convento verso tramontana adattandola a luogo di Noviziato che vi fu aperto nello stesso anno ed eletto maestro dei Novizi il P. Francesco Faggiani da Montelupone già ivi guardiano.
Il 29 gennaio 1893 gli succedette il P. Alessandro Casaelli da Morrovalle che vi dimorò in tale carica sino al 23 settembre 1909, anno in cui il Noviziato fu trasferito ad Osimo, dov'egli si recò con i pochi novizi di quell'anno. Da quel momento il convento di S. Francesco delle Fratte ebbe pochi mesi di vita: francescani acquistarono il convento di S. Tommaso in Montedinove e nel convento di Montalto vi si lasciò per un po' di tempo il laico Fr. Luigi Tanzi, finché l'anno seguente fu abbandonato del tutto rimanendovi a custodia un colono, cui si diedero alcuni locali del primo piano.
Ma l'alba del 29 giugno 1915 ridiede al convento un po' di vita, essendo stato scelto per ospitare nove suore dell'Immacolata D'Ivrea con venti orfanelle italiane profughe da Costantinopoli, le quali vi alloggiarono fino al 24 ottobre del medesimo anno.
Poco dopo vi furono ricoverati per alcuni mesi dei profughi di guerra. Ma finalmente nel 1919 il Reverendissimo P. Vicario Generale Domenico Taviani dava facoltà al P. Pronviciale Antonio Rocchetti di riaprirvi il Noviziato, il che avvenne il 20 settembre dell'anno seguente dopo aver compiuti i necessari restauri e condottavi l'acqua potabile e la luce elettrica. Per Maestro dei
novizi fu eletto il Padre Luigi Officiani da Montappone che esercitò tale ufficio sino al 1922 e dopo un anno di vacanza, non avendosi Novizi, lo riprese ma non più a Montalto ma a Montedinove, ove si credette opportuno trasportare il Noviziato.
Tuttavia il convento di Montalto restò aperto fino al Capitolo Provinciale tenuto in Osimo in agosto 1925 e venne affidato alle cure del P.M. Giulio Braconi e al laico Fr. Luigi Tanzi da Castignano.
Chiuso nuovamente aspettava propizia occasione di essere riaperto e ciò avvenne nel 1929 per opera del P. Provinciale Afredo Cesari che vi stabilì un Istituto dal titolo «Rifugio S. Francesco» per una scuola pratica di agraria con annesso Convitto dipendente per l'istruzione religiosa dall'Ordine francescano.
Dopo quattro anni però, sciolto il contratto col suddetto Istituto, il convento con l'annesso podere e selva addì 1 marzo 1933 fu venduto al Sig. Comm. Davide Ciampini, Terziario Francescano, Avv. della Cassazione in Ascoli, il quale si obbligò di conservare in buono stato la Chiesa, come di fatto ha eseguito scoprendo anche degli affreschi e chiamando qualche religioso di S. Tommaso a celebrarvi la S. Messa quando egli con la famiglia veniva in villeggiatura.
Attualmente il proprietario del Convento S. Francesco delle Fratte è il Conte Gerardo Vatielli nipote del Comm. Avv. Davide Ciampini come da atto di compravendita n. 84656/ 1976 del notaio Mario Leone.

RELIGIOSI ILLUSTRI

I principali religiosi che diedero lustro a questo convento sono:
1) Fr. Felice Peretti (Sisto V) che vi fu ricevuto a nove anni, vi fece il noviziato e la professione.
(Nell'agosto del 1922 in occasione del centenario Sistino fu inaugurata una lapide commemorativa a sinistra del portone del convento).
2) P. Salvatore Ricci, zio di Sisto V, che vi fu più volte Guardiano e vi morì quasi nonagenario non senza gran fama di santità. Egli si prese cura dell'istruzione ed educazione di Fr. Felice.
3) P. Marcantonio Morelli da Montalto, affine di Sisto V il quale ottenne varie prelature.
4) P. Francesco M. Lucidi da Montalto, inquisitore a Livorno, a Belluno e a Ceneda.
5) P. Antonio Piselli da Montalto, di S. Vita Vice Inquisitore Generale.
6) P. Bonaventura o Ventura De' Benedetti da Montalto valente cantore e compositore di musica.
7) P. M. Flaminio Benedetti, Oratore della Pronvincia presso Sisto V.

ISCRIZIONI

Per queste vedi l'opuscolo stampato dal titolo: IV centenario della nascita di Sisto V (1521-1921) bollettino mensile ufficiale del Comitato Centrale Promotore Montalto-Grottammare. P.P.123-147-162.

FONTI BIBLIOGRAFICHE

Picenum, rivista Marchigiana illustrata n. VII 1909 (1-24).
Miscellanea Francescana, 1934 p. 157 (2- 9).
Civalli, visita triennale, Vol. XXV del Colucci (3-12-22-23).
Picenum Seraphicum, Macerata 1915 (4- 10-17-19-26-30).
Galli Pier Simone, Notizie della città di Montalto e Pier Andrea Galli, Notizie storiche della vera origine di Sisto V (5-18-25- 27-28-31-33-34-35-36-37-38).
Rinaldi, Series Ministrorum Provincialium etc., Fani 1843.
Album della Provincia della Marche, Ms. del 1847.
Paolini, Registro dello Stato dei Conventi a tenore dell'ordine di Innocenzo X, (1649 Ms. copiato dal P. Paolini nel 1725).
Tempesti, Storia di Sisto V, Roma 1754 (11-32).
Righini, Tabulae topographicae omnium Provinciarum, O.F.M. Conv. libro delle figliolanze.
Libro delle famiglie
Atto notarile (Marota).
Iscrizione ai rispettivi luoghi (20-21-24-29).
Montedinove, 14 VII, 39-XVI, P. Francesco Balsimelli M. Conv.





Sembra che il Convento sia stato fondato dallo stesso S. Francesco nel 1215. Tale antica origine è confermata da una campana del Convento datata 1263, da una donazione di Nicolo IV (1288-1292) e dallo stile romanico di parte dell'edificio. Il Convento non ha conservato la forma primitiva poiché ha subito delle aggiunte nel 1336 e nel 1459 (sono di questo periodo gli affreschi della vita di S. Francesco della parete destra della chiesa). Nel 1444 ebbe inizio la festa della « Pentecoste » ricordata dagli Statuti Municipali. Nel sec. XVI P. Salvatore Ricci impiegò l'Arch. Giovanni Lombardi ed il Pittore Giacomo Bonfini di Patrignone per ingrandire ed abbellire l'edificio. Sono opere del Bonfini un affresco di Madonna con Bambino e Santi datato 1531 ed una Crocifissione con S. Giovanni e Maddalena (ora su di una parete esterna alla chiesa). Felice Peretti, poi Sisto V°, fece i suoi studi in questo luogo dal 1531 al 1538.
Il Convento fu abbandonato in seguito alla soppressione dell'ordine dei Conventuali nel 1810 e nel 1866. Nel 1930 fu venduto a privati.
Nota

Le immagini del Convento e Chiesa di S. Francesco delle Fratte, dove il fanciullo Felice Peretti (Sisto V) compì i primi studi, sono state realizzate grazie alla cortese disponibilità dei Sigg. Lea e Gerardo Vatielli.

 


Montalto (Luoghi sistini). Chiesa di S. Francesco delle Fratte
(sec. XIII). Particolare.












Montalto. Convento di S. Francesco delle Fratte.
Cortile dell'orto












Montalto. Chiesa del Convento di S. Francesco delle Fratte.
Particolare di affresco













Montalto. Chiesa del Convento di S. Francesco delle Fratte.
Archi delle cantine












Archetti pensili sec. XIII












Campana di San Francesco (1263) oggi nel campanile della Cattedrale di Montalto Marche












Cristo crocifisso oggi conservato nel Museo Diocesano
di Montalto Marche












Madonna della Pace sec. XV 8particolare)





In: AA.VV., Celebrazioni IV centenario del pontificato di Sisto V, Op. cit., 1^ tav. f. t. In: AA.VV., Celebrazioni IV centenario del pontificato di Sisto V, Op. cit., 2^ tav. f. t. In: AA.VV., Celebrazioni IV centenario del pontificato di Sisto V, Op. cit., 3^ tav. f. t. In: AA.VV., Celebrazioni IV centenario del pontificato di Sisto V, Op. cit., 4^ tav. f. t. In: «Archeo Piceno», op. cit., p.12 In: «Archeo Piceno», op. cit., p.12 In: «Archeo Piceno», op. cit., p.12 In: «Archeo Piceno», op. cit., p.11