CHIESA E CONVENTO S. CHIARA

II "monastero di S. Chiara" era anticamente abitazione di Sebastiano Franchi, gentiluomo montaltese assai pio, il quale vedendosi privo di prole, deliberò che dalle sue sostanze si erigesse nella sua casa un "Monastero di Vergini", sotto la regola di S. Chiara.
Siccome però le sue rendite non erano a ciò sufficienti, egli andava differendo, volendo coi frutti accumulare l'entrata: giunse però opportuna l'eredità del Cardinale Andrea Baroni Peretti, che lasciava alla Città di Montalto metà del suo patrimonio, assommante a beni per quasi 50.000 scudi dei quali specificamente Al Monastero delle Monache di M. Alto un censo di scudi duemila e cinquecento, col peso di ricevere e mantenere in esso tre zitelle monache.
Fu allora costruito e disposto nel miglior modo possibile, il monastero col suo Coro, Dormitorio, Refettorio e Chiesa unita. La cerimonia dell'introduzione delle monache fu eseguita nel 1631 dal Vescovo di Ripatransone essendo allora M. Orsini nostro Vescovo a M. Elparo (ove morì).
Sotto Mons. Codebò il Monastero venne molto ampliato, essendo state acquistate alcune case contigue, ridotte ad orti nel recinto delle muraglie della città, e fu accresciuto considerevolmente anche il numero delle Monache.
Interessante l'interno barocco della chiesa; nel monastero è conservata una scultura in pietra di S. Chiara (sec. XV).

 

Particolare della facciata d'ingresso
della chiesetta di S. Chiara



La chiesa e il Convento di Santa Chiara
Sec. XVII



L'altare maggiore. Ai lati s'intravvedono le grate in legno di clausura dalle quali le monache ancora oggi presenti,
assistono alla S. Messa