LA STORIA

L'origine di Montalto è fatta risalire al 9° secolo d.C., dalla fusione di cinque piccoli castelli: Monte Patrizio, La Rocca, Montaltello, San Giorgio e San Lorenzo, a seguito di incursioni di Goti, Vandali e Longobardi.
La storia fa registrare notizie di rilievo nel 1337, anno in cui gli abitanti di Porchia, Montelparo, Rotella, Montegallo, Force, Montemonaco e Arquata del Tronto inflissero a Montalto danni molto gravi, fortunatamente fatti risarcire da parte dei responsabili, per ordine del rettore della Marca Corrado Sabelliano.
Mentre i papi dimoravano ad Avignone, Montalto «aderisce alli nimici e ribelli della sacrosanta romana Chiesa»; ma ottiene il perdono nel 1369 dal Papa Urbano V. Trentacinque anni dopo i montaltesi espugnarono, incendiarono e distrussero dalle fondamenta il vicino Castello di Mortula - a tramontana di Porchia -: i rei furono giustiziati o condannati alla confisca dei beni; altri furono benignamente graziati dal pontefice Gregorio XII nel 1407.
Durante lo scisma d'Occidente Montalto aderì alle idee di Baldassarre Cossa - lo sconfessato papa Giovanni XXIII -; tornati all'obbedienza di Gregorio XII, i montaltesi ottennero addirittura nel 1418 - da Martino V - la facoltà di eleggere il Podestà e gli altri pubblici ufficiali in maniera autonoma!
Nel 1443 Montalto soggiace alla Signoria di Francesco Sforza che fa rinchiudere nel girone di Fermo 15 abitanti i quali riusciranno solo dopo moltissimo tempo a comprare con il danaro la propria libertà.
In quest'epoca Montalto incomincia ad avere una certa importanza come Terra di Consulta, tenendosi in essa le sedute generali del Presidato Farfense - dette Congregazioni provinciali, alle quali presiedeva il Cardinal Legato della Marca. Le terre che vi mandavano i cosiddetti ambasciatori a trattare gli affari comuni erano ben quindici: Montalto, Ripatransone, Offida, Monterubbiano, Montefiore, Santa Vittoria, Monte Gallo, Force, Montelparo, Castignano, Montedinove, Porchia, Patrignone, Cossignano, Rotella.
Francesco Maria della Rovere, duca di Urbino, in guerra con il Papa Leone X, fa compiere alle sue soldatesche il sacco orribile di Montalto nel 1518. Tra gli scampati troviamo Piergentile Peretti nella vicina Grottammare, che, - il 13 dicembre 1521 - ebbe un figlio, Felice, che sarebbe divenuto papa Sisto V.
Felice Peretti indossò il saio francescano a nove anni, da adulto fu Procuratore Generale e poi Vicario Generale dei Minori Conventuali, venne consacrato Vescovo a 49 anni e nel 1585 ascese alla cattedra di Pietro con il nome di Sisto V. E' il cittadino più illustre di Montalto. Con la bolla Postquam nos, del 13-12-1586 creò a Montalto un Presidato autonomo dismembrandolo dalla provincia della Marca, sottraendolo dal Governo di Macerata e facendolo dipendere direttamente dalla Sede Apostolica.

In un certo periodo il Preside Governatore di Montalto faceva eseguire anche sentenze capitali, tanto era il suo potere! Montalto divenne anche sede di Curia; vi si fondò un Collegio di Notai Civili e Criminali, un Collegio di Avvocati e Procuratori. L'autorità di Montalto in questo periodo fu tale che - fatto eccezionale per quei tempi e indice di lungimiranza - impose l'uniformità dei pesi e delle misure alla circoscrizione presidale! Per ospitare il Presidato e per la dimora del Preside Governatore, Sisto V fece costruire a Montalto il Palazzo Apostolico o Camerale (l'attuale palazzo comunale).
Nel 1586 Sisto V attribuì a Montalto il titolo di Città e le assegnò una sede vescovile. Nel 1587 vi fece inaugurare una Zecca. E' anche del 1586 il dono di un pregevole reliquiario di arte fiamminga; doni minori: candelieri d'argento, calice d'oro, paramenti sacri di damasco, broccato e riccio d'oro ornati di perle. Anche la Basilica Cattedrale fu iniziata da Sisto V, su disegno di Girolamo Rainaldi.
La storia di Montalto è dunque legata a quella dei papi; anche dopo la morte del Suo grande benefattore Sisto V, Montalto fu sede del Governo Distrettuale Pontificio fino all'unificazione del Regno d'Italia.
All'inizio di questo secolo Montalto ha avuto un altro illustre cittadino, l'architetto Giuseppe Sacconi, a cui si deve la realizzazione dell'Altare della Patria e del Monumento al re Vittorio Emanuele II a Piazza Venezia in Roma.

NOTA ARCHEOLOGICA
Nel territorio del Comune di Montalto M. recentemente sono stati localizzati, dai soci dell'Archeoclub, ben 14 insediamenti di epoca ROMANA (interessanti quelli delle Contrade Oltre tesino, Maliscia, Valle, Madonna degli Ossi, S. Emidio, Marmo) ed un villaggio di capanne del periodo NEOLITICO in Contrada Montecalvario nella media valle dell'Aso.
I reperti di superficie raccolti sono ora conservati nel « DEPOSITO DEI BENI CULTURALI » del Comune (Palazzo Municipale) per una adeguata sistemazione e catalogazione.