L'antico teatro della Rocca in Montalto, di Franco Emidi

8. Il Cinema 'Italia' in luogo del Teatro della Rocca!

Primavera del 1953: una serie di avvenimenti in rapida successione segnano il periodo più infausto per le sorti del Teatro della Rocca.
In data 15 marzo il Sac. Settimio Vallorani fu Francesco residente a Montalto Marche, avendo interesse di trasformare la ex chiesa di S. Francesco sita nel Corso Vittorio Emanuele del Capoluogo in sala per proiezioni cinematografiche, chiede al Sindaco, Presidente della Commissione Edilizia, che venga approvato il relativo progetto di trasformazione. In realtà, più che di progetto, si tratta di un semplice prospetto della facciata della chiesa e di una sezione parziale che mostra schematicamente la piccola cabina di proiezione.
Non si fa altro cenno alla situazione interna dell'antica ex-collegiata e prima Cattedrale di Montalto intus Civitatem e agli stravolgimenti che ne sarebbero conseguiti.132
Appena due giorni dopo il Sindaco Ariolante Colletta esprime parere favorevole e approva il progetto, certificando che la popolazione residente alla data del censimento del 4 novembre 1951 è di 4.440 abitanti, che lo stabile ha l'ingresso principale su di uno spazio di proprietà della chiesa stessa il quale immette direttamente sul C.so Vittorio Emanuele, mentre per due lati è circondato dalla via F. Petrarca, e che il proprietario dello stabile ha diritto di servitù attiva sulle citate vie per eventuale sfollamento di spettatori.
La Questura trasmette in data 27 dicembre copia del verbale redatto dalla Commissione Provinciale di Vigilanza a seguito del collaudo effettuato e dell'agibilità riscontrata e la rinnovata licenza per la gestione del cinema nel Teatro della Rocca.

Nel marzo del 1954 viene pagata una fattura emessa da Erminio Capriotti per riparazione e consolidamento del soffitto della sala del Teatro Comunale.133 Intanto prosegue l'iter per la realizzazione del nuovo 'Cinema Italia': il 16 maggio il Questore comunica il nulla osta134 notificando che i lavori di trasformazione e adattamento dell'ex-chiesa di S. Francesco a sala cinematografica a carattere industriale della capienza di 200 posti con macchina a formato normale debbono avere inizio entro tre mesi 135 a far data dal 12 maggio 1953 ed essere terminati entro 18 mesi.
Non mancano nel frattempo proiezioni pubbliche: lunedì 16 agosto 1954 il Cinemobile - Centro di Documentazione - della Presidenza del Consiglio dei Ministri sosta a Montalto per proiettare a sera, gratuitamente, documentari di attualità sui lavori di ricostruzione eseguiti dal Governo nel dopoguerra e cortometraggi di varietà.136
Il cinema quale formidabile e immediato mezzo di comunicazione è in netta espansione anche nel nostro territorio: nell'ottobre '54 il Questore trasmette il nulla osta per l'adattamento a sala cinematografica parrocchiale della capienza di 87 posti, con macchina a formato ridotto, di un locale adiacente alla chiesa in C.da Lago-Valdaso, su richiesta di don Rino Vallorani.

Il Teatro della Rocca passa sempre più in secondo piano ed è sempre più trascurato: in risposta all'O.P.U.S., Organizzazione Pubblicitaria Schermo di Milano, per un lavoro statistico in corso, il Sindaco afferma con lettera del 19 novembre 1954 che il Comune è momentaneamente sprovvisto di sala cinematografica, che se ne sta allestendo una con moderni impianti e che ignorasi l'epoca che potrà funzionare. Eppure appena il 27 dicembre del precedente anno la Questura aveva rinnovato la licenza per la gestione del cinema nel Teatro della Rocca!

Nel maggio del 1955, ai fini dell'agibilità del 'Cinema Industriale Italia', la Commissione Provinciale di Vigilanza prescrive:137

1. di mettere le staffe reggicatene alle capriate di copertura della sala, provvedere all'installazione di due idranti 45 UNI con tubi di canapa di 10 m. cad. con le rispettive lance, una per la sala medesima e l'altra per la cabina di proiezione; 2. di dotare la cabina di proiezione di una coperta di amianto o almeno due di lana da m.2x2, di sistemare lo sportello di proiezione e fornire la macchina di un congegno di autospegnimento della sorgente luminosa in caso di arresto del motore o del suo rallentamento. Nel luglio i lavori risultano effettuati e il Cinema Italia è classificato di quinta categoria.

Il 19 settembre 1961 l'Amministrazione approva un progetto di massima per la costruzione di un mercato coperto comunale (mai realizzato) e strada di accesso al Teatro, in previsione di esproprio per pubblica utilità di parte del Giardino Paradisi, da significare alla Sig.ra Aronne Coppi Francesca ved. Palmaroli. Inizia l'aggressione agli spazi del giardino sito nel cuore del paese, contorno stupendo al complesso più cospicuo e significativo di edifìci storici, che perderà irrimediabilmente tutto il suo fascino e la sua armoniosa bellezza.

Nel gennaio del 1963, a motivo delle abbondanti nevicate, il Questore ordina ai gestori delle sale di pubblico spettacolo di provvedere allo sgombero dei tetti sovraccaricati di neve, onde evitare pericolo di crolli.138
Intanto la formula del 'cinema parrocchiale', passati i primitivi entusiasmi, comincia già ad accusare segni di crisi, tant'è che per quello della Valdaso, don Guido Barelli comunica alla Questura che la sala, non più visitata dalla Commissione di Vigilanza fin dal 26.1.'58, ha cessato di funzionare da circa due anni e resterà inattiva anche per tutto il 1963 perché la macchina di proiezione è guasta ed occorre una più moderna attrezzatura. A fine anno il Questore torna ancora sulla materia delle condizioni statiche e di sicurezza dei cinema e teatri della Provincia, ordinando un'apposita indagine.139

Nei carteggi del 1965 compaiono le prime richieste di autorizzazione ad usare spazi comunali da parte di circhi o zoo-circhi, per allestirvi i loro spettacoli, come il Circo Susan di Ivan Bucci o quello Errani di Leandro Errani.140

Ironia della sorte: sembra che tutto scivoli verso altre forme di intrattenimento, anche all'aperto, come avveniva, dopo il periodo classico, in età medioevale quando la scena era allestita sui sagrati, nelle piazze, su palchi improvvisati. Il Teatro della Rocca vive ormai solo nel ricordo di chi vi trascorse ore e momenti di aggregazione e di spensieratezza, di chi vi trovò occasione anche di educazione e di cultura, di chi seppe vedere in quel luogo un ambiente di espressione della creatività e della libertà di pensiero. Non risuonavano più nella sala le voci degli attori o il brusio degli spettatori, o le esortazioni del maestro di ballo che dirigeva le danze; non più l'allegro vociare di chi saliva la tortuosa stradina di accesso su un acciottolato tuttora esistente, magari portandosi appresso la seggiola impagliata per non rimanere in piedi durante lo spettacolo; non più, come nei periodi della guerra, le serate al nobile scopo di beneficenza o le performances dilettantistiche dei Soci Filodrammatici che facevano teatro non per professione ma per pura passione.

L'ultima documentazione che ho rinvenuto è del 1965 e riguarda l'incarico conferito dal Sindaco ad un professionista nell'ambito della "Ricognizione e rivalutazione dei beni patrimoniali mobili ed immobili del Comune".141
La relazione di stima riferita al Teatro riporta al punto 3:
Teatro Comunale "Della Rocca", sito in via della Rocca; costruito in pietra e mattoni e coperto con coppi su armatura in legno.

Valore attribuito.........................Lire 7.000.000

La relazione non verrà utilizzata per prendere doverosamente coscienza del valore intrinseco oltreché storico, artistico e culturale dell'edificio, così profondamente legato alla storia cittadina, né tantoeno per assicurarne la continuità nel tempo e promuoverne l'attività, tutt'altro: la sorte dell'antico e prestigioso Teatro della Rocca appare ormai segnata.

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132 La chiesa di S. Maria ad collem era stata elevata da Sisto V nell'agosto del 1585 a Collegiata e nel novembre 1586 alla dignità di Cattedrale della nuova Diocesi di Montalto. Per maggiori dettagli, v. Franco Emidi, La chiesa di S. Francesco Saverìo - già S. Maria ad Collem - in Atti del Convegno di Studi "Immagini della Memoria Storica", AA.VV., anno IV, Fast Edit, 1999.
133 Mandato n.66 del 24 marzo 1954 su delibera della G.M. del 6.3.54, per l'importo di lire 23.710 + Ige 3% = lire 24.421.
134 Della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
135 In data 16 settembre 1954 il Sindaco segnala che i lavori hanno avuto inizio da tempo e saranno portati a termine, come da dichiarazione dello stesso Rev.do (don S. Vallorani) entro il 15 ottobre 1954.
136 ASCM, Cartella 1954. Il Cinemobile tornerà a Montalto il 22 giugno 1955, il 26 aprile 1956, il 18 settembre 1959, il 30 aprile 1960.
137 ASCM, Cartella 1955.
138 ASCM, Cartella 1963, categ. XV; il materiale d'archivio non è suddiviso per classi.
139 A tutto il 1970 non ho rinvenuto risposta, nelle cartelle d'Archivio, alla richiesta del Questore.
140 ASCM, Cartella 1965, categ. XV; il materiale d'Archivio non è suddiviso per classi.
141 Regolata dall'ari. 29 della Legge 10/09/1960 n.1014 e Legge 05/07/1965 n.817.



 

Introduzione
1. La 'vita' del Teatro nella prima metà dell'800

2. Le vicende del Teatro nella II metà dell'800
3. Il Teatro della Rocca agli inizi del nuovo secolo
4. La crisi durante il primo conflitto mondiale
5. La graduale ripresa dell'attività in Teatro nel primo dopoguerra
6. Il Teatro della Rocca nel periodo fascista
7. Il 'Cine-Teatro della Rocca' negli anni conclusivi della guerra e nell'immediato secondo dopoguerra


























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